VIOLENZA E DROGHE?Il tempo della prevenzione è finito.

Oggi non sarò leggera.

Quando si parla di violenza (fisica, sessuale, domestica, di gruppo e così via) spesso si fa riferimento alla personalità del violento, il perché e il per come si comporti in modo aggressivo è tema di dibattito sociale, culturale, psicologico ma raramente si assiste a campagne di sensibilizzazione che affrontino anche la situazione devastante nella quale ci troviamo in riferimento all’uso di sostanze molteplici, un uso e abuso che sta cambiando sempre di più il volto umano della società nella quale viviamo.  

Soggetti con dipendenza da cocaina frequentemente fanno uso anche di alcool, ansiolitici e oppiacei, spesso per contrastare il protrarsi dei sintomi d’ansia indotti dalla cocaina.

Similmente, soggetti con dipendenza da oppiacei o da cannabis hanno di solito diversi altri disturbi correlati a sostanze, per la maggior parte riguardanti alcool, ansiolitici, amfetamine, cocaina e l’elenco potrebbe continuare all’infinito aggiungendo sostanze psicoattive, ectasy  e così via.

La Dipendenza, l’abuso, l’intossicazione e l’astinenza spesso implicano l’uso simultaneo o sequenziale di diverse sostanze.

Non va molto di moda parlare di ciò, non attira followers, non ci sono foto e selfie che soddisfino il narcisismo se si usano parole quali salute, relazione con gli altri, sanità mentale, salute sociale.

Ingurgitare qualsiasi sostanza, annullare i freni inibitori, andare oltre ogni limite appare sempre di più un’attrazione, forse perché  … ci si crederà più forti e invincibili anziché timorosi di affrontare la realtà come invece è.  

Chi parla ancora di droghe?

I genitori parlano di droga con i propri figli?

Le istituzioni promuovono campagne di prevenzione sull’abuso di sostanze?

La scuola, quando aperta, riesce a portare esperti che spieghino veramente cosa succede quando si sniffa, quando si fuma crack, quando si prende la magica pasticca colorata?

Questo non è solo un problema sanitario di pochi brutti e cattivi, è un dramma sociale, un meccanismo autodistruttivo in atto, un annullamento della cultura, un fenomeno sociale allargato che viola le leggi della vita e del limite esistenziale che essa comporta e  favorisce il dilagare della criminalità organizzata, trascinando nel baratro pezzi dell’economia reale.

Per quanto ancora noi adulti continueremo a fare finta di nulla?

Le piccole e grandi città, di notte, sono piene di minorenni che bevono ai vari angoli della strada, atteggiandosi a eroi della strada che sorseggiano un drink.

Non li vediamo? Sì li vediamo ma ci raccontiamo che l’alcool, in fondo, è pulito, cosa farà mai.

Siamo veramente convinti che tali adolescenti non abbiano bisogno di bere per compensare, anche e purtroppo, le sostanze appena sniffate?

Basta consultare qualche statistica e si resta allibiti, sconcertati, senza parole.

Eppure ogni volta che si verifica un fatto violento legato all’uso di sostanze stupefacenti, quasi si cela questa parte del racconto, il fatto lo si narra in parte e poi alla fine si penserà che “è stato orribile ma non è certamente la norma”.

Come mai non ci sono in tv degli spot continui e costanti che affrontino il tema dell’uso simultaneo delle diverse sostanze?

Come mai sono pochi i giornalisti che redigono articoli di approfondimento su questi temi?

Quali sono le trasmissioni televisive che aiutano a far ragionare i genitori sul fatto che il/la proprio bravo/a ragazzo/a, dalla faccia pulita, potrebbe tragicamente compiere atti violenti insieme al gruppo grazie anche ad un bel mix di droga e alcool?

Si conoscono le app di self help orientate al recupero?

Sono molte le linee guide che suggeriscono come intervenire, documenti lasciati nei cassetti di coloro che hanno la responsabilità di attuarli nei piccoli borghi, nei mille Comuni d’Italia; dirigenti o funzionari che restano, spesso, immobili quando si parla di prevenzione, inermi sul fronte degli interventi sanitari e sociali che servono alle giovani generazioni.

Questo non è più il tempo della prevenzione, è tempo di intervenire con urgenza.

Quanta violenza ancora deve esserci per poter affrontare le tante motivazioni che ci sono alla base?

E’ troppo semplice ridurre il tema della violenza anche all’abuso delle sostanze? Sì lo è ma certamente tale concausa contribuisce all’aggressività sociale che si manifesta in modo esponenziale e  quotidianamente perfino sui social media. 

Guardare la realtà non deve farci paura.

Affrontiamola.

Dott.ssa Flavia M. Margaritelli

Per chi volesse approfondire il tema ecco alcuni dati:

Secondo i risultati dell’edizione dello studio ESPAD, condotta nel 2018, il 33,6% degli studenti italiani, pari a circa 870.000 ragazzi, ha utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita. Il 25,6% ha, invece, riferito di averne fatto uso nel corso dell’ultimo anno. Tra questi, la stragrande maggioranza, ovvero l’89,4%, ha assunto una sola sostanza illegale. Il restante 10,6% è invece definibile come “poliutilizzatore”, avendo assunto due o più droghe. Il 15,5% del totale degli studenti, pari a circa 400.000 unità, hanno usato sostanze psicoattive illegali nel corso del mese in cui è stato condotto lo studio e il 3,8% ne ha fatto un uso frequente, ossia dalle 10 alle 30 volte negli ultimi trenta giorni.

L’1,2% del totale degli studenti, pari a circa 30.000 giovani, hanno riferito di aver assunto una o più sostanze senza sapere cosa fossero, il 78% di essi non avevano consapevolezza neanche degli effetti che avrebbero provocato. L’uso di droghe, inoltre, si conferma essere maggiormente diffuso tra i giovani di sesso maschile: per tutte le sostanze il rapporto di genere è di circa 1.5; fanno eccezione la cocaina e gli allucinogeni, per le quali i consumatori maschi sono addirittura il doppio delle femmine. 

(http://www.centroclinicospp.it/approfondimenti/288-giovani-droghe.html)

La droga non conosce crisi. L’ultimo rapporto dell’agenzia delle Nazioni Unite è allarmante: 271 milioni di persone hanno fatto uso di droghe nel 2017, l’ultimo anno analizzato. È coinvolto il 5,5% della popolazione tra i 15 e i 64 anni. Il dato è simile alle stime del 2016, ma rispetto al 2009 l’aumento è del 30% a fronte di una crescita della popolazione mondiale nello stesso periodo del 9,77%.

(https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/droga-30percento-consumatori-mondo-dati-italiani-regione-regione/9a0c12f6-d972-11e9-8812-2a1c8aa813a3-va.shtml)

Altre fonti da consultare:

https://www.agi.it/breakingnews/droga_italia_consumo_morti-6402978/news/2019-10-22/

https://www.medicinadelledipendenze.it/medicina-delle-tossicodipendenze/tutti-i-numeri/aggressivita-e-droga.html

https://www.minori.gov.it/it/ricerca-guidata?f%5B0%5D=taxonomy_vocabulary_20%3A570

http://www.carabinieri.it/cittadino/consigli/tematici/questioni-di-vita/tossicodipendenza-da-sostanze-stupefacenti/le-smart-drugs

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