LE EMOZIONI ATTRATTIVE VERSO IL MARE COSA SONO?

“Non puoi fermare le onde ma puoi imparare a cavalcarle” Joseph Goldstein

E’ emozione l’attrazione avvertita verso il mare o un paesaggio naturale che ci piace? Parrebbe di sì e appena tale immagine vivida scompare alla vista la personale reazione emotiva si attenua.

Riceviamo sempre un’emozione da tutto quello che percepiamo.
Gli stimoli esterni prima di arrivare alla corteccia, elaborati cognitivamente, in modo consapevole, passano per il sistema limbico e il talamo, o cervello emozionale.

Questa attrazione è solo emozione o anche sentimento?

In realtà questa attrazione potrebbe anche trasformarsi in sentimento se si pensa al mare o a quel paesaggio importante anche quando non è vicino e si desidera incontrarlo, persiste con il trascorrere del tempo, ci interessa, un po’ come succede tra le persone.

Esiste, quindi, una differenza tra emozione e sentimento, quest’ultimo dipende molto di più dai nostri interessi, da ciò che per noi vale nella vita, persiste nel tempo  indipendentemente dalla presenza vicina di ciò che attira.

Le emozioni sono brevi ma intense insorgono all’improvviso in risposta a un qualunque motivo che ci colpisce.

Le emozioni e i sentimenti hanno in comune l’attività motoria e ghiandolare nel senso che la persona vive delle modificazioni corporee, perfino osservabili, che coinvolgono tutti gli apparati (respiro, attività cardiaca, ghiandolare, vascolare, ecc.) .

Le emozioni, è bene precisarlo, possono essere primarie quali la paura, la rabbia, la tristezza, l’accettazione, il disgusto, l’attesa e la sorpresa ma possono essere anche secondarie quale la delusione, il disprezzo ecc.

Le emozioni possono essere collegate agli altri come l’amore, l’odio, la gelosia, la pietà, l’invidia o alla valutazione di sé come la vergogna, l’orgoglio, il senso di colpa, la soddisfazione.

Le emozioni possono essere, infine, correlate agli stimoli sensoriali come il dolore, il piacere, il disgusto, l’orrore.

Quale è l’utilità di tutto ciò?

Siamo complessi e articolati ma adattabili per cui serve valutare nell’immediato se quello stimolo che ci ha sorpreso può essere utile o dannoso, se va affrontato o se meglio allontanarsi.

Le reazioni alle emozioni avvengono su tre livelli: somatico, vegetativo e psichico.

Tramite le reazioni somatiche si arrossisce, si suda, si trema, si respira più velocemente; con le risposte vegetative, ad esempio,  il battito cardiaco si accelera, aumenta la pressione, si altera la salivazione, cambia la secrezione da parte delle ghiandole, della conduttanza cutanea ecc.  

Le risposte psichiche, invece, sembrerebbero quelle più misteriose, lo dice il nome “psichiche”, in realtà sono quelle più semplici in un certo senso, perché possono essere persino visibili nella mimica del volto, nella postura del corpo, nel linguaggio, nella gestualità con meccanismi variabili e individuali di autocontrollo.

Se guardo il mare o una persona sento un’emozione e si può riuscire a comunicarla?

Non sempre è così facile e per alcune persone si manifesta una specie di bassa capacità sia nel comunicare le proprie emozioni sia soprattutto nel rendersi conto di quali emozioni esse siano, quali siano quelle provate.  

In tali persone ogni emozione non riconosciuta sarà classificata genericamente come tensione o disagio, con numerosi tentativi di tenere sotto controllo tutto ciò, anche mettendo in atto comportamenti nocivi per la propria salute (abuso di farmaci o sigarette o alcool ecc) senza ottenere un vero contenimento di tutta questa energia che senza nome, non riconosciuta, va a sfociare in risposte interne quali coliche intestinali, reflusso gastro-esofageo, forme di asma, perfino malattie della pelle e così via.

Un’astuzia migliore, a volte, è quella di dare un nome generico a tale disagio, si assegna il nome di stress o ansia, senza coglierne un senso profondo, per cui tale ingorgo emozionale diventa un disturbo e quella emozione non ha più uno spazio proprio e dignità di esistenza.

Se guardo il mare o un paesaggio naturale o una persona, perché no, arriva un emozionarsi che non vuol dire, allora, automaticamente sentimento.

Nel sapere che l’emozione arriva improvvisa si può valutare se collegarla al proprio mondo dei ricordi e valori, decidere cosa farne di quella emozione, darle esistenza anche senza aver vicino quell’oggetto-stimolo che colpisce la propria vista e i sensi corporei.

Guardo il mare o guardo una persona oppure non guardo il mare, non guardo una persona e in tutto questo vedere o non vedere quanta energia si attiva dentro di me?

Riconosco tale movimento interno e che significato attribuisco a tale energia emozionale? So vederla tale energia nel mio respiro, so darle un nome?

Che azione ossia comportamento metterò in atto da quel guardare o non guardare?

Penserò intensamente, mi sposterò, mi avvicinerò all’oggetto stimolo, deciderò di andarle incontro, di rivedere ancora, avrò timore, mi allontanerò.

In una manciata di secondi possiamo dare semplicemente un nome a queste  porzioni di “energia” emozionale, spesso non comprese.

Le chiameremo ricordi di amore o di tristezza che si rinnova e non tutto sarà perduto.

Possiamo vivere le nostre emozioni, sapendo che possano essere parte della nostra storia, farle diventare un sentimento che persiste.

Ecco perché se guardo il mare da persona libera e consapevole potrò pure arrivare a dire io amo il mare, un po’ come con alcune persone, perché avrò deciso di portare il mare o le persone con me, nella memoria emotiva, come parte di un mio personale vissuto.

Se guardo il mare non potrò fermare le sue onde ma potrò sempre imparare a cavalcarle, sentirle come una carezza anche quando il mare non sarà vicino;  senza vederlo avrò afferrato la differenza che esiste tra emozione e sentimento, un po’ come con le persone che possono essere vicine o lontane ma posso decidere di trasformare la mia emozione del momento in un sentimento, dandogli un posto nella mente che soltanto io conosco.  

E tutto questo si chiama consapevolezza emotiva.

Buon mare.

Prof. Dott.ssa Flavia Margaritelli

Psicologa, Esperta in salute, in Tecniche gestione ansia e operatrice life skills, Counseling a seduta singola, Esperta in Psicologia del lavoro, Sociale e delle Organizzazioni

Esperienza pluriennale nella Salute sui luoghi di lavoro, Docente A.C. Università degli Studi Guglielmo Marconi, Facoltà Scienze dell’Educazione, Presidente Associazione Osservatorio Salute e Sicurezza

Questo articolo è riportato sul sito personale https://www.flaviamargaritelli.com ed anche sul sito https://www.osas.tv nell’ottica di far circolare semplicemente idee.

Se hai bisogno di aiuto chiedimi come attivare il servizio dello Psicologo da Casa tua con lo sportello on line

flavia.margaritelli@osservatoriosalutesicurezza.it

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